Parliamo di tecniche di rilassamento

Apriamo questa rubrica dedicata al benessere parlando di TECNICHE DI RILASSAMENTO – training autogeno.

Intervistiamo Ambra Gravante, psicologa e psicoterapeuta, che ci parla di tecniche di rilassamento e training autogeno e che conduce il ciclo di incontri. L’intervista, curata da Francesca Minosi, affronta diversi argomenti che affronteremo in questa rubrica spaziando dalla psicologia, alla formazione, dal benessere della coppia, ai consigli per le donne in gravidanza. Ringraziamo Ambra per averci concesso l’intervista e Francesca per averla realizzata.

Chi sei?

Mi chiamo Ambra Gravante e sono una psicologa – psicoterapeuta. Mi sono laureata in Psicologia dell’età evolutiva e, successivamente, la specializzazione in Psicologia Clinica.

Il mio obiettivo è sempre stato quello di lavorare nell’ambito clinico e per tale motivo ho deciso di intraprendere un nuovo percorso formativo di ben quattro anni presso l’Istituto Gestalt di Puglia che si è concluso con il diploma in Psicoterapia. Continuo a portare avanti la mia professione privatamente con terapie individuali, di coppia e di gruppo e abbraccio piacevolmente la sfera delle tecniche di rilassamento tra le quali il Training Autogeno.

Descrivi brevemente la professione dello psicoterapeuta, facendo una piccola distinzione con quella dello psicologo.

Sia lo Psicologo sia lo Psicoterapeuta sono figure professionali orientate alla cura del disagio psichico. La differenza tra psicologo e psicoterapeuta riguarda innanzitutto l’iter formativo. Lo Psicologo è il laureato in Psicologia che ha svolto il tirocinio di un anno, ha superato l’Esame di Stato per l’abilitazione professionale e si è iscritto all’Albo professionale (Sezione A) dell’Ordine degli Psicologi. Senza l’iscrizione all’Albo – Sezione A – non si ha diritto ad utilizzare il titolo di “Psicologo”, ma soltanto quello di “Dottore in Psicologia”. Lo psicoterapeuta prosegue la sua formazione con altri quattro anni di Scuola di specializzazione in Psicoterapia riconosciuta dal Miur.

Lo psicologo non può svolgere sedute di psicoterapia ma dare soltanto sostegno psicologico ai pazienti oltre ad utilizzare strumenti di valutazione (ossia test), di prevenzione e di intervento sul disagio psichico appresi durante il corso di laurea. Lo Psicoterapeuta è l’unico abilitato a fare psicoterapia, ossia il trattamento finalizzato alla cura dei disturbi psicopatologici basato sull’interazione tra lo Psicoterapeuta e un paziente, una coppia, una famiglia o un gruppo; utilizza specifiche tecniche terapeutiche di intervento che ha appreso durante il suo lungo corso di specializzazione.

Cosa si intende per benessere psicologico? E cosa si può fare per promuoverlo?

Se pronuncio la parola benessere in automatico mi immagino scene colorate, vivaci, movimentate…in una parola piacevoli. Il benessere psicologico è la condizione psicologica e fisica ottimale che permette di star bene con se stessi e con gli altri, realizzare se stessi e raggiungere i propri obiettivi, prendere decisioni  e  risolvere difficoltà nelle relazioni, sapere affrontare gli eventi stressanti. Il benessere psicologico migliora la qualità di vita e aiuta a prevenire possibili disagi nel rapporto con se stessi e con gli altri

Cosa vuol dire fare prevenzione in ambito psicologico?

La prevenzione è molto legata al benessere psicologico e permette di sostenere le persone prima di giungere a situazioni più gravi come le patologie. La prevenzione è data dall’insieme delle azioni che consentono di ridurre i fattori di rischio che conducono alla strutturazione di un determinato disturbo. Ma, allo stesso tempo, nel caso in cui la sofferenza psichica sia già presente, l’intervento psicologico impedisce che il disagio stesso si aggravi

Che cos’è il training autogeno?Quali sono i suoi benefici a breve e lungo termine?

Il Training Autogeno è conosciuto come tecnica di rilassamento; è un metodo di aiuto psicosomatico elaborato dallo studioso di origine berlinese J.H. Schultz e dal suo stesso fondatore definita come un “metodo di autodistensione da concentrazione psichica”. L’allenamento o training agli esercizi di T.A. consente, dopo la prima fase di addestramento, di raggiungere la capacità di ottenere dei benefici psicofisici immediati grazie alla ripetizione di “formule autogene” e l’effetto a lungo termine di cambiamento dei processi psicofisici negativi che possono essere all’origine di molti disturbi psicosomatici. “Training” vuol dire “allenamento”, “autos” vuol dire “da se” e “genos” significa “che si genera”, perciò l’etimologia della denominazione della tecnica permette di spiegare meglio i suoi obiettivi, tutti volti a rendere la persona che si sottopone a tale pratica in grado di produrre da se un allenamento al rilassamento, al cambiamento psicologico e al controllo di alcuni stati fisici, attraverso una crescente capacità autonoma di “autosuggestione” che inizialmente viene guidata e insegnata da un esperto.

In pratica, attraverso l’uso di fantasie guidate e musica rilassante, la persona viene dolcemente accompagnata in un viaggio all’interno del proprio corpo partendo dalla respirazione.  Tale tecnica di rilassamento permette alla persona di raggiungere un equilibrio psicofisico creando un cambiamento  a livello fisiologico, favorendo un riequilibrio del Sistema Nervoso Vegetativo e del Sistema Endocrino, entrambi strettamente connessi ai vissuti emotivi; a  livello fisico , migliorando lo stato di benessere e di salute generale; a livello psicologico, aiutando a ristrutturare le proprie reazioni negative e migliorando alcuni vissuti psicologici.

Per quali situazioni è indicato il Training Autogeno?

Il Training Autogeno rientra tra gli strumenti necessari per attuare la prevenzione e, quindi, raggiungere il benessere psicologico. È una tecnica che tutti possiamo apprendere per rendere migliore la nostra qualità di vita. Nel nostro fare quotidiano siamo accelerati, attenti a programmare le settimane, il lavoro, la famiglia ma non ci fermiamo quasi mai a vivere ed assaporare il gusto del presente. Il training autogeno offre la possibilità di rallentare, di godersi il momento, il “qui ed ora”, di entrare in contatto con il proprio corpo che spesso ci invia dei segnali e troppo spesso non li consideriamo. È un invito a darsi l’opportunità di sperimentare uno stato di calma che connette il corpo con la mente, di rigenerarsi potenziando le proprie risorse psico-fisiche e moderando ansie e preoccupazioni eccessive. Il training autogeno si pratica per fronteggiare:

  • ansia, stress, stanchezza quotidiana
  • disturbi del sonno
  • attacchi di panico
  • mal di testa, cefalee
  • disturbi gastro-intestinali
  • tensione psichica e muscolare

Questa tecnica di rilassamento è molto utile anche per le mamme in gravidanza e, negli ultimi tempi, in campo educativo in cui il T.A. per l’infanzia si trasforma in “fiabe del rilassamento” che possono essere utilizzate per affrontare difficoltà di sviluppo piuttosto diffuse, superando anche i limiti delle classiche tecniche di approccio verbale al problema.