Gli psicologi al servizio del benessere e della salute per tutti

laura caminitiOggi vi presentiamo un’intervista a Laura Caminiti, psicologa, socia fondatrice, amministratrice e responsabile di psicologiaok.com, un portale che nasce con la volontà di offrire un servizio informativo sul web di qualità, fruibile da tutti. Si legge sul sito – “Ogni utente potrà soddisfare i suoi bisogni informativi, le sue curiosità e trovare le risposte che cerca ai suoi piccoli o grandi problemi di ogni giorno”.

Si tratta di un portale tematico, attento ad orientare correttamente chiunque voglia capirne di più sulla psicologia, sui temi di interesse comune e quotidiano. Un progetto che è diventato un servizio utile e ambizioso, visto che il web disperde informazioni di ogni tipo ed avere, invece, riferimenti precisi su determinate problematiche ed avere sempre professionisti competenti nelle materie in questione, è una garanzia di un uso utile dei mezzi di comunicazione di massa.

Quando nel 2012 abbiamo fondato SoniBoni volevamo creare una realtà sul territorio che rispondesse alla domanda sociale di tutti i cittadini. Siamo ancora al 4° anno di attività e tanti progetti sono stati sviluppati perché abbiamo sempre cercato di mettere a disposizione dei soci eventuali riferimenti o professionisti a cui potersi rivolgere al di fuori delle attività sportive e ricreative programmate quotidianamente. Dalla figura dell’Osteopata, all’Ostetrica che segue le fasi più importanti della vita di una donna. Ma non solo, per due anni è stato importante il lavoro di sensibilizzazione portato avanti con DNA donna, centro di primo ascolto, grazie alla grande forza di persone come Enza Miceli che hanno dato l’opportunità di far conoscere alle donne, le realtà attive nel sostegno e nel primo ascolto nel territorio.

Ma ritorniamo a Laura Caminiti che oggi intervistiamo per parlarci della professione dello psicologo e dell’importanza che ha avuto il portale Psicologia OK, ma non solo. La prima domanda parte proprio da qui, ossia come nasce Psicologia Ok e perché?

 PsicologiaOK nasce dall’idea di usare il web come canale accessibile a tutti per diffondere un’informazione di qualità sulle tematiche psicologiche fruibile da chiunque, anche da chi si accosta per la prima volta a questa disciplina.

Ci hanno mosso due constatazioni fondamentali: la prima è che esiste ancora l’idea diffusa secondo cui Psicologia si associa a Disagio e Cura più che a Benessere, Prevenzione e Salute; la seconda è che la diffusione massiccia di informazioni di qualunque genere attraverso internet rende difficile, per i non addetti ai lavori, discriminare fra l’informazione corretta e quella erronea, distinguere l’informazione di qualità da quella superficiale. Spesso si oscilla fra estremi che rendono l’informazione scientifica difficilmente decifrabile e quella divulgativa pericolosamente vicina al senso comune. Questo contribuisce a rendere la Psicologia un sapere a cui si guarda quasi con timore e sospetto…di cui mediamente si ignora l’utilità nel vivere quotidiano, quando i problemi sono problemi ordinari, quando le difficoltà si nascondono nella normale gestione delle routine a casa, al lavoro, con il partner, i figli, gli amici, i genitori, il capo, i colleghi…

Così la mission di PsicologiaOK è quella di accompagnare i nostri lettori nella scoperta di questa meravigliosa disciplina trattando temi ad ampio spettro e fornendo informazioni, consigli e il sostegno di professionisti competenti, i nostri preziosi collaboratori, nei più disparati contesti. La nostra vision è quella di diventare un punto di riferimento, un faro per orientarsi nel mare di informazione che consenta di “navigare in acque sicure”, con la certezza di trovare risposte adeguate alle più disparate domande.

Noi pensiamo che essere felici e sereni non significhi ottenere tutto ciò che si vuole senza problemi, ma sentirsi forti abbastanza per affrontare i problemi che si presentano, saper attingere alle risorse a disposizione dentro di sé e nell’ambiente per superare le difficoltà. E riuscire a farlo con fiducia, in sé e nel futuro. Questo è il tipo di Psicologia che promuoviamo con il nostro linguaggio semplice e diretto, con la spensieratezza e l’entusiasmo che ci contraddistinguono.  Perché la Psicologia che abbiamo in mente sa essere anche divertente e “leggera”, senza togliere nulla alla competenza dei professionisti che la promuovono. Abbiamo fatto nostra la celebre frase di Calvino: “Prendete la vita con leggerezza, ché leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”.

 Pensi che oggi la professione dello psicologo sia sottovalutata?

Lo psicologo è stato spesso circondato da un alone di pregiudizi e false credenze…a partire dalla convinzione che sia “il dottore dei matti” a finire con il tipico “siamo tutti un po’ psicologi, vado a sfogarmi da un amico che mi ascolta e lo fa gratis!”. Per fortuna le cose stanno cambiando, in meglio. Lo psicologo oggi è una figura sanitaria riconosciuta, le prestazioni psicologiche possono essere scaricate fra le spese sanitarie nella dichiarazione dei redditi. Eventi come il “festival della psicologia” o il “maggio dell’informazione psicologica” accolgono molti partecipanti che incontrano psicologi della vecchia e nuova guardia che organizzano seminari, dibattiti eventi formativi e informativi. Molti di noi sono una presenza costante sul web, organizziamo webinar, produciamo video, scriviamo articoli divulgativi, usiamo i social network. Si sta diffondendo sempre più un’idea maggiormente aderente alla realtà del lavoro che svolgono uno psicologo o uno psicoterapeuta, degli strumenti che hanno a disposizione, dei vari approcci di riferimento e quindi viene demolita quell’immagine molto freudiana di dottore anzianotto, barbuto con gli occhiali che ti fa stendere sul lettino e a cui racconti dei tuoi sogni e del rapporto con tua madre! Ironia a parte, lo scoglio principale oggi sembra essere la difficoltà ad accedere a un servizio psicologico pubblico di qualità e con tempi di attesa ragionevoli. Per quanto esistano molti colleghi, singoli o in associazione, che applicano tariffe sostenibili, la mancanza dello “psicologo di base” è avvertita come una criticità dall’utenza potenziale. La comunità degli psicologi, attraverso i vari Ordini Regionali e l’Ordine Nazionale si sta battendo per questo, oltre che essere impegnata attivamente nella lotta per la tutela della professione.

Ultimamente hai sostenuto una battaglia portata avanti dall’Ordine degli Psicologi e che ritroviamo in una sentenza emessa dal TAR del Lazio, sentenza n. 13020/2015, che deve passare in giudicato, consultabile integralmente a questo indirizzo:

http://www.ordinepsicologilazio.it/wp-content/uploads/2015/11/sentenza-TAR-Lazio-CNOP-Assocounselling.pdf

Di cosa si tratta precisamente, di cosa parla?

La sentenza parla dell’unicità della professione di psicologo e ribadisce che l’ambito della tutela della salute non può essere consentito a chi non ha i requisiti. Un passaggio della sentenza sostiene appunto che: “Non può non convenirsi che la gradazione del disagio psichico presuppone una competenza diagnostica pacificamente non riconosciuta ai counselor e che il disagio psichico, anche fuori dai contesti clinici, rientra nelle competenze della professione dello psicologo”.

Praticamente da questa sentenza cosa è successo e cosa è cambiato?

Si conclude una lunga vicenda con questa sentenza. L’Ordine degli Psicologi è intervenuto contro il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero della Salute perché voleva l’annullamento del provvedimento con cui il MISE aveva inserito nei propri elenchi AssoCounseling, un’associazione di counselor che ha tentato di far riconoscere il counseling come una nuova professione attraverso la Legge 4/13. Il MISE ha recepito la sentenza del TAR e cancellato l’associazione di counselor dall’elenco in questione: i counselor, dunque, non svolgono attività regolamentata e non offrono alcuna garanzia per la tutela della salute dei cittadini e nessuna figura professionale distinta dallo psicologo può quindi intervenire per affrontare casi delicati come quello del disagio psicologico. Un riconoscimento importante non solo per la categoria ma anche a sostegno della salute di tutti i cittadini. Per dirla con le parole del presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine, Fulvio Giardina, “ogni persona che presenta delle problematiche psicologiche deve trovarsi sempre di fronte ad un professionista iscritto all’ordine che abbia titoli e competenze autorizzate”.

Normalmente chi segue un percorso formativo per diventare counselor, ambisce a migliorare determinate competenze utili alla sua professione, senza per questo sostituirsi alla figura dello psicologo. Pensiamo, ad esempio, ad un educatore che voglia gestire al meglio i gruppi con cui interagisce per svolgere le sue attività. Quali sono dunque gli ambiti di intervento di un counselor che non sia psicologo?

Ribaltando la prospettiva e semplificando al massimo, io direi che la figura del counselor non ha motivo di esistere come figura separata dallo psicologo, e la sentenza del TAR va esattamente in questa direzione.

L’art. 1 della legge costitutiva dell’Ordine degli psicologi, la 56/89, recita: “La professione di psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito”, definendo così gli atti tipici della professione. AssoCounseling definisce il counseling come “un’attività il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita del cliente” che “offre uno spazio di ascolto e di riflessione, nel quale esplorare difficoltà relative a processi evolutivi, fasi di transizione e stati di crisi e rinforzare capacità di scelta o di cambiamento” sottolineando che “si rivolge al singolo, alle famiglie, a gruppi e istituzioni e può essere erogato in vari ambiti, quali privato, sociale, scolastico, sanitario, aziendale”. Cos’altro è il counseling se non il “sostegno psicologico” di cui parla il nostro art. 1?

Quindi, tornando alla domanda iniziale: seguire un corso di counseling (tenuto da psicologi counselor, a cui è riservata la “didattica in tale ambito”) per migliorare le proprie capacità di ascolto attivo e comunicazione efficace, le capacità relazionali, la resilienza per metterle a frutto in un lavoro diverso da quello dello psicologo (educatore, infermiere, venditore ecc.) o in un’ottica di crescita personale è possibile e anzi auspicabile; farlo per offrire una relazione d’aiuto e sostegno psicologico a chi vive un momento di difficoltà non essendo psicologi si configura come abuso professionale puro e semplice.

Quello che possiamo sicuramente affermare è che quando abbiamo bisogno di un sostegno psicologico dobbiamo rivolgerci ad uno psicologo che abbia i titoli per farlo. E per evitare di essere truffati come possiamo tutelarci? Se contatto uno psicologo o psicoterapeuta per intraprendere un percorso di sostegno psicologico, posso verificare che abbia realmente i titoli per farlo?

Per verificare se il professionista a cui ci stiamo rivolgendo sia effettivamente abilitato basterà verificare dal sito dell’Ordine Nazionale (https://areariservata.psy.it/cgi-bin/areariservata/albo_nazionale.cgi) inserendo il nome del professionista di cui si vogliono verificare i requisiti. Se il professionista è presente, si ottengono subito informazioni sulla qualifica con cui è registrato (psicologo o psicoterapeuta), sull’albo regionale di appartenenza e, nel caso, se risulta sospeso dall’esercizio della professione e da quando.

Sui siti degli Ordini regionali, poi, sono presenti ulteriori informazioni e, se si è alla ricerca un professionista nella propria zona, è possibile ottenere l’elenco degli iscritti inserendo il comune di interesse.

Dunque se decidiamo di affidare un nostro disagio psicologico ad un professionista, possiamo verificare sempre che sia iscritto all’albo degli psicologi e titolato ad offrire i servizi che propone. Questo è importante perché uno psicologo può definirsi tale se abilitato dallo Stato all’esercizio della professione e iscritto all’Albo Professionale. Un laureato in psicologia non può esercitare la professione di psicologo, per intenderci. Se ci rivolgiamo ad uno psicoterapeuta, il professionista deve aver conseguito una specializzazione in psicoterapia o in psichiatria (in questo caso sarà presente sull’Albo dei Medici Chirurghi) e sarà annotato come psicoterapeuta nell’Albo Professionale. Possono accedere alle scuole di psicoterapia psicologi e medici abilitati. Mentre i counselor o i coach, ad esempio, sono professionisti che esercitano una professione non regolamentata e di solito fanno capo ad associazioni specifiche. Esistono psicologi e psicoterapeuti che hanno una formazione specifica anche in counseling o coaching. Tuttavia possiamo incontrare counselor e coach che non hanno una formazione specifica in psicologia o psicoterapia. Chiunque sia a conoscenza di situazioni di abuso può segnalare la cosa all’Ordine regionale di competenza e all’autorità Giudiziaria. Ad esempio l’Ordine degli Psicologi del Lazio mette a disposizione uno sportello legale gratuito. A questo link maggiori informazioni sull’iniziativa e la possibilità di scaricare un e-Book gratuito che fornisce informazioni utili a capire se ci è capitato di rivolgerci a un abusivo: http://www.ordinepsicologilazio.it/psicologi/sportello-abuso-professione/

 

Info su Laura Caminiti – Psicologa (iscr. n°18846)

Specialista in selezione e formazione delle risorse umane
Socia fondatrice, amministratrice e responsabile di psicologiaok.com